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  • Una pausa, prima di nuovi orizzonti: si riapre il 24 agosto

    Una pausa, prima di nuovi orizzonti: si riapre il 24 agosto

    L’estate è il tempo dei viaggi, della scoperta di nuovi luoghi e dell’incontro con realtà diverse. Un’esperienza che richiama da vicino lo spirito con cui il Consorzio Scuola Comunità Impresa opera durante tutto l’anno, esplorando nuove frontiere attraverso i propri progetti europei.

    Frontiere che riguardano la formazione e l’educazione innovativa, la sostenibilità e la ricerca di risposte efficaci alle nuove emergenze climatiche e sociali. Ambiti in continua evoluzione, nei quali la collaborazione tra scuole, istituzioni, imprese e comunità permette di sviluppare idee, competenze e nuove opportunità.

    Anche il tempo dedicato al riposo ha un valore importante: consente di recuperare energie, fare spazio a nuove idee e prepararsi a ripartire con rinnovato entusiasmo.

    Al rientro ci attende un autunno ricco di attività. Proseguirà il lavoro sui progetti già avviati e sono in programma numerose iniziative, mentre il team CSCI sta già pianificando nuovi percorsi e nuove occasioni di collaborazione.

    Una pausa, dunque, prima di rimetterci in cammino verso nuovi orizzonti.

    Buone vacanze da tutto il team del Consorzio Scuola Comunità Impresa!

  • Estate e smartphone: dal progetto FOCUS strumenti per un uso più consapevole

    Estate e smartphone: dal progetto FOCUS strumenti per un uso più consapevole

    Durante le vacanze estive, con la scuola chiusa e più tempo libero a disposizione, è facile che bambini e adolescenti trascorrano ancora più ore davanti allo smartphone. Video, giochi, chat e social network possono diventare una soluzione immediata contro la noia, ma rischiano anche di sottrarre spazio al movimento, alle relazioni in presenza, al riposo e ad altre attività importanti per il benessere dei più giovani.

    Proprio dall’esigenza di costruire un rapporto più equilibrato e consapevole con questi strumenti nasce FOCUS – Fostering Competence for Use of Smartphones, progetto europeo Erasmus+ di cui il Consorzio Scuola Comunità Impresa è partner.

    Il progetto si concentra in particolare sull’utilizzo degli smartphone in ambito scolastico, ma i principi sui quali si basa e gli strumenti che i partner stanno sviluppando possono essere applicati anche al di fuori della scuola. Le indicazioni elaborate da FOCUS possono infatti aiutare insegnanti, famiglie e ragazzi a riflettere sulle proprie abitudini digitali e a individuare modalità più responsabili di usare lo smartphone nella vita quotidiana.

    L’obiettivo non è soltanto limitare il tempo trascorso davanti allo schermo, ma accompagnare bambini e adolescenti nello sviluppo di competenze che consentano loro di utilizzare la tecnologia in modo sicuro, intenzionale e adeguato all’età.

    Tre strumenti per scuole, famiglie e studenti

    Il progetto prevede la definizione delle competenze fondamentali per l’uso dello smartphone e lo sviluppo di tre strumenti principali: HEWRECA, SPARK e RESUME.

    HEWRECA è un quadro di riferimento dedicato al benessere e propone, soprattutto nella scuola primaria, routine nelle quali lo smartphone viene tenuto spento o riposto. Lo scopo è favorire abitudini sane fin dall’infanzia, proteggendo attenzione, sonno e benessere fisico, mentale e sociale.

    I suoi principi invitano a privilegiare la creatività, l’apprendimento e le attività significative rispetto al consumo passivo di contenuti. Danno inoltre valore al movimento, al gioco, alle relazioni faccia a faccia e alle esperienze condivise. Un approccio utile anche a casa, dove le famiglie possono alternare con maggiore consapevolezza il tempo digitale ad attività all’aperto, momenti di socialità e occasioni di riposo.

    SPARK è un kit pedagogico rivolto in particolare alla scuola secondaria. Partendo dall’ambito della matematica, ma con la possibilità di essere adattato a tutte le discipline, propone strategie per integrare lo smartphone nelle attività didattiche in modo strutturato, sicuro e limitato nel tempo.

    L’utilizzo del dispositivo deve avere un obiettivo di apprendimento chiaro e un valore riconoscibile. Le attività devono inoltre essere inclusive, prevedendo sempre un’alternativa per chi non dispone di uno smartphone o di una connessione adeguata. Il kit dedica attenzione anche alla privacy, alla protezione dei dati, all’integrità delle verifiche e all’impiego trasparente dell’intelligenza artificiale.

    RESUME sarà invece uno strumento online di autovalutazione accompagnato da un sistema di raccomandazioni. Aiuterà studenti, insegnanti, famiglie e scuole ad analizzare le proprie modalità di utilizzo dello smartphone e a individuare possibili miglioramenti.

    Il nome richiama un processo continuo: riflettere sulle proprie abitudini, valutarne gli effetti, condividere esperienze e buone pratiche, aggiornare le regole, monitorare eventuali disuguaglianze e coinvolgere tutte le persone interessate. L’obiettivo è evitare soluzioni rigide e uguali per tutti, promuovendo invece scelte basate sull’ascolto e sull’osservazione dei risultati.

    Un percorso graduale verso l’autonomia

    Uno dei principi centrali di FOCUS è la gradualità. Nella scuola primaria si punta soprattutto a rafforzare attenzione, relazioni sociali e capacità di autoregolazione attraverso routine senza telefono. Nella scuola secondaria vengono invece introdotte attività brevi e mirate, nelle quali lo smartphone è utilizzato per uno scopo preciso e con regole condivise.

    In questo percorso è fondamentale anche il ruolo degli adulti. Insegnanti e genitori sono chiamati a offrire modelli coerenti e a costruire un dialogo aperto con bambini e ragazzi. Regole chiare, aspettative condivise tra scuola e famiglia e attenzione alle diverse esigenze possono favorire comportamenti più autonomi e responsabili.

    Il lavoro dei partner europei è ancora in corso. A partire da settembre saranno coinvolti insegnanti e famiglie, che contribuiranno a testare i primi risultati e a fornire indicazioni utili per migliorare gli strumenti.

    FOCUS intende così trasformare una questione che riguarda sempre più da vicino scuole e famiglie in un’occasione educativa: non semplicemente vietare o consentire lo smartphone, ma insegnare ai più giovani a scegliere quando, come e perché utilizzarlo.

  • Missione in Giappone: nuove idee e collaborazioni

    Missione in Giappone: nuove idee e collaborazioni

    Missione in Giappone per il presidente di Consorzio Scuola Comunità Impresa di Novara Carlo Valentini, il direttore Barbara Tosi e il responsabile amministrativo Alessandro Varallo, nell’ambito del programma europeo Erasmus+ dedicato alla mobilità internazionale degli operatori della formazione.

    Un viaggio con un obiettivo preciso: osservare da vicino il sistema educativo e formativo giapponese e gettare le basi per future collaborazioni, progetti transnazionali e mobilità studentesca.

    Perché il Giappone

    “Abbiamo scelto il Giappone perché si tratta di un Paese che può offrire un diverso punto di vista sull’utilizzo delle nuove tecnologie — robotica, meccatronica, informatica, intelligenza artificiale e realtà virtuale — nell’educazione, nella formazione universitaria e professionale e in azienda, temi di cui il CSCI si occupa con diversi progetti sul territorio” spiega il direttore Tosi. Un confronto che, come si vedrà, ha riservato più di una sorpresa.

    Le tappe del viaggio

    La prima destinazione è stata Osaka, con la visita all’Osaka Knowledge Capital: un hub che funge insieme da incubatore di start-up innovative, centro di formazione avanzata e polo di ricerca applicata.

    A Hiroshima il gruppo ha conosciuto l’università Akei, realtà accademica la cui missione è sviluppare un nuovo modello di apprendimento nell’era dell’ICT e dell’intelligenza artificiale. L’approccio integra discipline umanistiche e scientifiche per affrontare problemi sociali concreti, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il metodo didattico è il PBL — project-based learning — pensato per allenare il pensiero critico e la capacità di problem solving. Significativa anche la componente internazionale: il 20% degli studenti è straniero, scelta deliberata per favorire lo scambio culturale e allargare la prospettiva degli studenti giapponesi.

    Tappa successiva, Kyoto e la University of Foreign Studies, dove i dirigenti del CSCI hanno incontrato il professor Eric Hawkinson, curatore del Future Hub dell’Immersive Laboratory dell’ateneo. L’incontro con Hawkinson si è rivelato particolarmente ricco: il confronto con il presidente Valentini — anch’egli docente di ingegneria meccanica specializzato in automazione e robotica — ha generato una discussione approfondita sull’integrazione della tecnologia nell’educazione e su come colmare il divario tra metodi di insegnamento tradizionali e le nuove generazioni cresciute in un mondo digitale.

    Il viaggio si è concluso a Tokyo con la partecipazione alla NexTech Week, evento internazionale dedicato alle tecnologie emergenti e all’innovazione.

    Un confronto che ha ribaltato qualche certezza

    “Abbiamo compreso che esiste una profonda diversità culturale fra europei e giapponesi — sottolinea il direttore Tosi tracciando un bilancio dell’esperienza — rilevando come, sotto il profilo delle innovazioni tecnologiche e delle loro applicazioni pratiche, il nostro contesto risulti in alcuni ambiti più avanzato. D’altro canto, queste differenze ci hanno fatto comprendere l’importanza di alcuni aspetti che a volte tendiamo a sottovalutare, come la nostra preparazione nell’utilizzo delle nuove tecnologie (Realtà Virtuale, Realtà Aumentata, Intelligenza Artificiale) nell’ambito dell’educazione e della formazione professionale.”

    Un confronto che ha lasciato il segno anche sul piano delle relazioni: molte delle personalità incontrate durante la missione hanno manifestato interesse concreto ad avviare collaborazioni. “Sicuramente attiveremo progetti di cooperazione transnazionale”, conferma Tosi.

    Per il CSCI di Novara, il Giappone ha rappresentato non solo una missione formativa, ma un’esperienza di confronto e approfondimento che ha permesso di conoscere da vicino realtà innovative, modelli organizzativi e metodi di insegnamento diversi, offrendo spunti concreti che potranno rivelarsi utili per orientare e arricchire il lavoro futuro dell’ente.

  • JoyfulAgain, il progetto presentato al Castello di Novara

    JoyfulAgain, il progetto presentato al Castello di Novara

    Favorire il benessere e la salute psicofisica dei giovani, sperimentando un percorso integrato e guidato da professionisti, composto da momenti di sport, attività nella natura e spazi di condivisione delle proprie emozioni: è lo scopo del progetto JoyfulAgain, finanziato dal programma Interreg Italia Svizzera 2021-2027. Il progetto, iniziato ufficialmente a gennaio 2026 e con una durata di 30 mesi, è stato presentato il 1° luglio 2026, al Castello Sforzesco di Novara alla stampa e agli stakeholder.

    “Un progetto con strumenti concreti e replicabili per i nostri giovani”

    L’incontro è stato introdotto e moderato da Carlo Valentini, presidente del Consorzio Scuola Comunità Impresa, partner del progetto.  Spazio poi ai saluti delle autorità: l’assessore della Regione Piemonte Matteo Marnati,  la consigliera della Provincia di Novara Barbara Pace, gli assessori del Comune di Novara Teresa Armienti e Giulia Negri. Ha inoltre inviato un messaggio l’assessore della Regione Piemonte Marina Chiarelli ed è stato proiettato un videomessaggio del sottosegretario Giovani e Sport di Regione Lombardia Federica Picchi. Tutti hanno sottolineato da diverse angolazioni l’importanza di “JoyfulAgain” nel mettere al centro il benessere dei giovani tramite strumenti concreti e replicabili come buone pratiche anche dopo la conclusione del progetto.

    Un approccio olistico e interdisciplinare

    Sono poi intervenuti i partner che realizzano “JoyfulAgain” tra Lombardia, Piemonte e Canton Ticino. Alla guida del progetto c’è la Direzione Giovani e Sport di Regione Lombardia. Il funzionario responsabile Leonardo La Rocca ha parlato della sua rilevanza strategica e dei suoi obiettivi: “La crescente solitudine, l’incertezza e la paura legata alle crisi globali hanno un impatto significativo sul benessere psicologico delle persone, compromettendo la loro capacità di condurre una vita soddisfacente. Come dimostrano diversi studi, i giovani sono particolarmente interessati dai problemi di salute mentale, la cui incidenza è raddoppiata durante la pandemia, con un aumento dei casi di depressione, ansia e solitudine. E’ in questo contesto che si inserisce l’azione di JoyfulAgain, il cui obiettivo specifico è accrescere, in Italia e in Svizzera, le capacità degli Enti e le competenze dei professionisti coinvolti nella promozione della salute mentale e nella prevenzione del disagio psicologico tra i giovani, attraverso un approccio olistico e interdisciplinare”.

    Destinatari: 150 giovani tra Piemonte, Lombardia e Canton Ticino

    I destinatari dell’intervento sono 150 giovani dai 15 ai 19 anni residenti in Piemonte, Lombardia e Canton Ticino, che possono sperimentare dei vissuti di malessere, ansia, sentirsi a disagio nelle relazioni, avere bisogno di confrontarsi rispetto alle emozioni che vivono e a cui spesso non riescono a dare voce. Per quanto riguarda il Piemonte e in particolare il Novarese, i ragazzi e le ragazze coinvolti saranno 50. I giovani aderiscono al percorso volontariamente: per far conoscere questa possibilità si stanno già svolgendo incontri formativi nelle scuole e presso altre realtà del territorio che lavorano a contatto con i giovani. L’approccio integrato di JoyfuAgain prevede quattro azioni strettamente interconnesse, che si svolgono con l’aiuto di un’équipe interdisciplinare, ma anche con una forte componente di supporto tra pari.

    I link worker

    “La prima azione prevede l’assegnazione a ciascun giovane di un link worker – ha spiegato Marco Coppola, direttore di Radix Svizzera Italiana, capofila svizzero e organizzazione attiva nella realizzazione di programmi di promozione della salute, del benessere psicologico e della prevenzione dei comportamenti a rischio – Si tratta una figura professionale nuova, che opera come un tutor perché cerca innanzitutto di comprendere in modo approfondito l’adolescente, valorizzandone risorse, aspirazioni, progettualità, nonché eventuali difficoltà e fragilità per poi elaborare un percorso individualizzato all’interno del progetto. Ma il link worker cerca soprattutto di creare dei “link”, di connettere l’adolescente con opportunità e servizi che possano rispondere alle sue esigenze, al di là del progetto. È un attivatore di reti territoriali. Ed è una figura chiave per la sostenibilità dell’iniziativa”. In Svizzera, sono partner del progetto anche l’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani del Dipartimento della sanità e della socialità del Cantone Ticino, il Servizio medico psicologico dell’Organizzazione Sociopsichiatrica Cantonale e la Fondazione IdéeSport.

    Gli Healing Circles

    Barbara Tosi, direttore del Consorzio Scuola Comunità Impresa, agenzia formativa di Novara, ha illustrato un’altra attività del progetto, gli Healing Circles: “Si tratta di cicli di 5 o 6 incontri di supporto tra pari, realizzati in spazi protetti, in cui piccoli gruppi di giovani possono esprimere e condividere emozioni, esperienze e difficoltà senza sentirsi giudicati. I circoli si svolgono con la supervisione di un adulto facilitatore, ci sono delle regole da rispettare, ma i ragazzi e le ragazze decidono in autonomia quali esperienze o temi affrontare, quanto vogliono esporsi o se preferiscono rimanere in silenzio. La parola ‘healing’ significa guarire, non ‘curare’: non si tratta infatti di un intervento terapeutico, ma di un percorso per stare bene di nuovo o stare meglio, prendendosi cura di se stessi e degli altri”.

    I MidnightSports

    Ci sono poi i MidnightSports, un programma realizzato da IdéeSport, fondazione svizzera impegnata nello sviluppo e nell’attuazione di programmi volti a promuovere la salute e il benessere delle persone, nonché a rafforzare la coesione sociale. In Svizzera, i MidnightSports vengono organizzati con successo dal 1999 e utilizzano l’attività fisica come strumento di inclusione e partecipazione. L’obiettivo è rafforzare le competenze psicosociali dei giovani e le reti sociali. “Si tratta di serate in cui i giovani possono praticare diverse attività sportive e ludiche in gruppo, secondo un approccio inclusivo e non orientato alla performance – ha spiegato Alessandra Godenzi, che si occupa di coordinazione di progetti e comunicazione presso la fondazione – Un elemento particolarmente rilevante è la componente partecipativa: con il supporto di giovani coach, i partecipanti decidono quali attività svolgere e possono trasformare gli spazi in base alle proprie esigenze. Questa fase costituirà il primo momento di attivazione e coinvolgimento del gruppo”. Il modello dei MidnightSports verrà poi replicato dai partner italiani.

    Il forest bathing

    Infine, ma non per importanza, c’è l’attività diforest bathing di cui si occupa WECO – Impresa sociale con sedi a Cuneo e Torino, punto di riferimento in Piemonte per l’innovazione nei percorsi di riconnessione con la natura. “I bagni di bosco sono esperienze di immersione nella natura guidate da professionisti certificati – ha detto Maria Chiara Pizzorno – volte alla riduzione dello stress, al miglioramento della respirazione e alla promozione del benessere psicofisico. Nel corso delle 3 giornate previste, per gruppi di 10 persone, saranno inoltre svolti brevi momenti formativi, con particolare attenzione al riconoscimento e alla gestione delle emozioni”. Per il territorio novarese il forest bathing si svolgerà nel Parco del Ticino e del lago Maggiore, grazie alla collaborazione dell’ente.

    Nel territorio novarese il percorso JoyfulAgain si svolgerà a partire dall’autunno 2026 fino alla fine della primavera 2027. Il budget totale del progetto è di circa 570.000 euro con 128.000 franchi svizzeri di contributo svizzero. Le risorse destinate al Piemonte sono circa 310.000 euro, di cui 225.000 euro per le attività a Novara. La visione che ispira il progetto è che la salute mentale e psicofisica non significhi solo assenza di sofferenza, ma anche possibilità di costruire una vita piena, autentica e ricca di significato: in una parola, JOYFUL.

    Per informazioni ci si può rivolgere alla project manager di CSCI Maria Chiara Pizzorno al numero 3492300250 o scrivere una e-mail a pizzorno@cscinovara.it oppure areaprogetti@cscinovara.it.

    Per altre informazioni si può visitare la pagina del sito Interreg Italia Svizzera dedicata al progetto: https://www.interreg-italiasvizzera.eu/wps/portal/site/interreg-italia-svizzera/DettaglioRedazionale/progetti/progetti-finanziati/joyfulagain

  • Progetto Diferal, è uscita la Newsletter #4

    Progetto Diferal, è uscita la Newsletter #4

    È uscita la Newsletter #4 di DIFERAL, il progetto Erasmus+ dedicato all’educazione ambientale inclusiva. L’iniziativa di cui il Consorzio Scuola Comunità Impresa è partner sta entrando nella sua fase più concreta: il MOOC è quasi pronto, la fase pilota si avvicina e il lancio ufficiale è previsto per ottobre 2026. Nell’ultima newsletter trovi tutti gli aggiornamenti dall’incontro transnazionale di Tampere, i progressi sull’ecosistema di apprendimento e i prossimi passi del progetto. Leggila qui sotto e per approfondire trovi tutti i dettagli su Diferal sul sito ufficiale del progetto diferal.eu



  • Progetto Emma, la seconda newsletter

    Progetto Emma, la seconda newsletter

    Progetto Emma, nella seconda newsletter tutti gli aggiornamenti sull’iniziativa che ha come obiettivo quello di sviluppare strumenti e metodologie per migliorare la gestione dei volontari spontanei in occasione di emergenze climatiche, soprattutto in Comuni di piccole e medie dimensioni. Per saperne di più visita il sito emma-project.eu o scrivi a hello@emma-project.eu. Il progetto è finanziato dal programma europeo Erasmus+.

  • Diferal: tutte le novità nella Newsletter#3

    Diferal: tutte le novità nella Newsletter#3

    Novità importanti per il progetto europeo Diferal, che ha come obiettivo lo sviluppo di strumenti innovativi per l’educazione ambientale differenziata e inclusiva. Si tratta di un approccio che mette al centro ogni studente, valorizzando le diversità come risorsa per imparare a prendersi cura del pianeta. Leggi la Newsletter#3 per scoprire gli ultimi passi avanti del progetto e le prossime attività.

    Completati i contenuti del MOOC DIFERAL

    I partner del progetto DIFERAL hanno completato con successo la realizzazione dei contenuti pedagogici del MOOC – Massive Open Online Course (corso online accessibile a tutti). Si tratta di un importante passo in avanti per il progetto. Dopo diversi mesi di collaborazione per la scrittura, la revisione, l’armonizzazione e l’adeguamento agli standard di qualità internazionali, i cinque moduli educativi di DIFERAL sono ora completati e pronti per la traduzione e il trasferimento sulla piattaforma online.
    Il MOOC è stato pensato per fornire agli educatori in tutta Europa un’esperienza pratica di formazione autonoma basata sulle competenze. Il percorso online combina pedagogia differenziata, educazione ambientale, strategie di insegnamento inclusive, accessibilità digitale e pratiche di valutazione riflessive. Questo risultato crea il fondamento pedagogico per la prossima fase di sviluppo del progetto.

    Cinque moduli – Un percorso educativo coerente

    Il percorso MOOC DIFERAL comprende cinque moduli che si integrano tra loro:

    1. Fondamenti di pedagogia differenziata
    2. Integrazione dell’educazione ambientale con l’insegnamento differenziato
    3. Creazione di ambienti di apprendimento inclusivi e culturalmente responsivi
    4. Strumenti digitali per l’educazione ambientale inclusiva
    5. Pratica riflessiva e valutazione per competenze

    Ogni modulo è stato sviluppato con una struttura comune a tre livelli che includono: istruzioni pratiche, esempi e scenari pratici pensati per la classe, attività con correzione automatica, liste per l’autovalutazione, proposte di copioni per video educativi.
    Insieme questi moduli formano un percorso educativo coerente, che permetterà a insegnanti ed educatori di acquisire gradualmente competenze nell’insegnamento ambientale inclusivo

      Prossimi passi: piattaforma Moodle, microcredenziali e preparativi per la missione in Finlandia

      Con il completamento dei contenuti pedagogici, DIFERAL entra nella sua fase tecnica e di implementazione.
      Nelle prossime settimane, i partner:

      • tradurranno l’intero MOOC nelle rispettive lingue;
      • trasferiranno la versione inglese sulla piattaforma Moodle di DIFERAL;
      • svilupperanno il percorso formativo, il sistema di micro‑credenziali e l’avanzamento
        dei badge;
      • prepareranno la prima versione di test interna del corso online.

      Nel frattempo, sono in corso i preparativi per l’evento formativo ULOS–UT–OUT che si terrà in Finlandia a giugno 2026: si tratta di un festival della sostenibilità durante il quale DIFERAL presenterà lo stato di avanzamento del progetto e la struttura iniziale del MOOC a un pubblico internazionale di educatori e formatori.
      Il progetto continua ad avanzare, passando dalle idee ai contenuti della piattaforma e da una visione a una risorsa formativa concreta di livello europeo.


      Per approfondire il progetto visita il sito https://diferal.eu, per informazioni scrivi all’indirizzo e-mail diferal.eu@gmail.com.