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  • Missione in Giappone: nuove idee e collaborazioni

    Missione in Giappone: nuove idee e collaborazioni

    Missione in Giappone per il presidente di Consorzio Scuola Comunità Impresa di Novara Carlo Valentini, il direttore Barbara Tosi e il responsabile amministrativo Alessandro Varallo, nell’ambito del programma europeo Erasmus+ dedicato alla mobilità internazionale degli operatori della formazione.

    Un viaggio con un obiettivo preciso: osservare da vicino il sistema educativo e formativo giapponese e gettare le basi per future collaborazioni, progetti transnazionali e mobilità studentesca.

    Perché il Giappone

    “Abbiamo scelto il Giappone perché si tratta di un Paese che può offrire un diverso punto di vista sull’utilizzo delle nuove tecnologie — robotica, meccatronica, informatica, intelligenza artificiale e realtà virtuale — nell’educazione, nella formazione universitaria e professionale e in azienda, temi di cui il CSCI si occupa con diversi progetti sul territorio” spiega il direttore Tosi. Un confronto che, come si vedrà, ha riservato più di una sorpresa.

    Le tappe del viaggio

    La prima destinazione è stata Osaka, con la visita all’Osaka Knowledge Capital: un hub che funge insieme da incubatore di start-up innovative, centro di formazione avanzata e polo di ricerca applicata.

    A Hiroshima il gruppo ha conosciuto l’università Akei, realtà accademica la cui missione è sviluppare un nuovo modello di apprendimento nell’era dell’ICT e dell’intelligenza artificiale. L’approccio integra discipline umanistiche e scientifiche per affrontare problemi sociali concreti, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il metodo didattico è il PBL — project-based learning — pensato per allenare il pensiero critico e la capacità di problem solving. Significativa anche la componente internazionale: il 20% degli studenti è straniero, scelta deliberata per favorire lo scambio culturale e allargare la prospettiva degli studenti giapponesi.

    Tappa successiva, Kyoto e la University of Foreign Studies, dove i dirigenti del CSCI hanno incontrato il professor Eric Hawkinson, curatore del Future Hub dell’Immersive Laboratory dell’ateneo. L’incontro con Hawkinson si è rivelato particolarmente ricco: il confronto con il presidente Valentini — anch’egli docente di ingegneria meccanica specializzato in automazione e robotica — ha generato una discussione approfondita sull’integrazione della tecnologia nell’educazione e su come colmare il divario tra metodi di insegnamento tradizionali e le nuove generazioni cresciute in un mondo digitale.

    Il viaggio si è concluso a Tokyo con la partecipazione alla NexTech Week, evento internazionale dedicato alle tecnologie emergenti e all’innovazione.

    Un confronto che ha ribaltato qualche certezza

    “Abbiamo compreso che esiste una profonda diversità culturale fra europei e giapponesi — sottolinea il direttore Tosi tracciando un bilancio dell’esperienza — rilevando come, sotto il profilo delle innovazioni tecnologiche e delle loro applicazioni pratiche, il nostro contesto risulti in alcuni ambiti più avanzato. D’altro canto, queste differenze ci hanno fatto comprendere l’importanza di alcuni aspetti che a volte tendiamo a sottovalutare, come la nostra preparazione nell’utilizzo delle nuove tecnologie (Realtà Virtuale, Realtà Aumentata, Intelligenza Artificiale) nell’ambito dell’educazione e della formazione professionale.”

    Un confronto che ha lasciato il segno anche sul piano delle relazioni: molte delle personalità incontrate durante la missione hanno manifestato interesse concreto ad avviare collaborazioni. “Sicuramente attiveremo progetti di cooperazione transnazionale”, conferma Tosi.

    Per il CSCI di Novara, il Giappone ha rappresentato non solo una missione formativa, ma un’esperienza di confronto e approfondimento che ha permesso di conoscere da vicino realtà innovative, modelli organizzativi e metodi di insegnamento diversi, offrendo spunti concreti che potranno rivelarsi utili per orientare e arricchire il lavoro futuro dell’ente.